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Ecomusei e Mappe di comunità
Ecomusei e Mappe di comunità

Gli Ecomusei e il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.

Il costante sviluppo degli ecomusei in Puglia negli ultimi anni ha favorito la messa a punto di nuovi strumenti e metodi di conoscenza e valorizzazione del patrimonio paesaggistico in rapporto allo sviluppo locale e autosostenibile. La formula ecomuseale avviata in Puglia intende concorrere, all’interno del processo costitutivo del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), all’affermazione di nuovi significati e valori del paesaggio, contribuendo alla diffusione del radicamento delle popolazioni nel proprio territorio e comunicando il sistema di informazioni naturali e culturali in esso contenute.

Il progetto sperimentale delle Mappe di comunità vuole creare una rete locale di esperienze di cittadinanza attiva per sensibilizzare alla lettura del valore del paesaggio pugliese le popolazioni che vi abitano e per innescare processi di cooperazione e scambio anche all’interno delle stesse comunità.

I cantieri ecomuseali di Puglia, operativi o in via di sperimentazione, sono i seguenti:

  1. Ecomuseo dei paesaggi di pietra di Acquarica di Lecce (Vernole);
  2. Ecomuseo urbano di Botrugno;
  3. Ecomuseo delle serre salentine (Neviano e Tuglie);
  4. Ecomuseo della pietra leccese di Cursi;
  5. Ecomuseo delle antiche ville di Mola di Bari;
  6. Ecomuseo della valle del Carapelle (Ascoli Satriano, Carapelle, Ordona, Ortanova, Stornara e Stornarella);
  7. Ecomuseo della valle d’Itria (Locorotondo, Cisternino, Fasano, Martina Franca e Monopoli).

Il progetto si articola attraverso le attività svolte all’interno dei laboratori ecomuseali secondo un processo di costruzione pubblica del paesaggio messo a punto nell’ambito delle attività del Sistema Ecomuseale del Salento. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le mappe di comunità sono funzionali ai seguenti obiettivi:

Ø  tener conto delle percezioni locali del paesaggio secondo quanto previsto dall’art. 1 dalla Convenzione europea “..il paesaggio designa una determinata parte del territorio cosi come percepita dalle popolazioni…” aiutando la sperimentazione di un percorso di portata nazionale e internazionale;

Ø  cogliere il paesaggio quale rappresentazione della storia dei luoghi così come tramandata dalla memoria individuale e collettiva;

Ø  sensibilizzare alla lettura dei valori del paesaggio le popolazioni pugliesi, ma soprattutto a promuovere un “patto di comunità” che impegni abitanti, operatori e istituzioni a prendersi cura del paesaggio.

Questo processo di costruzione pubblica del paesaggio è entrato a far parte dei progetti sperimentali previsti all’interno del Documento Programmatico per il nuovo PPTR. Il nuovo Piano Paesaggistico prevede infatti l’accompagnamento del processo di elaborazione del Piano attraverso azioni, eventi e progetti sperimentali che, superando la lontananza istituzionale che caratterizza l’elaborazione tradizionale dei piani, determinino una presenza attiva, visibile sul territorio della Regione e la realizzazione di esperienze esemplificative degli obiettivi e delle metodologie del Piano.

Il progetto sperimentale delle mappe di comunità può avere una ricaduta positiva per il Piano Paesaggistico in quanto primo piano regionale che sperimenta forme attive di partecipazione in applicazione della Convenzione europea nel corso della sua elaborazione.

Le aree campione interessate alla sperimentazione del progetto mappe di comunità sono il Salento, nell’ambito di alcuni ecomusei del SESA (Progetto Pilota per il Salento) (link www.ecomuseipuglia.net) e la Capitanata, con il costituendo Ecomuseo della valle del Carapelle.

Le modalità operative di costruzione della mappa si basano sulla sperimentazione di metodologie diverse di ascolto, di selezione/decisione sugli elementi e sui valori e di rappresentazione formale delle mappe da realizzare. Ogni laboratorio privilegia i metodi di indagine e di realizzazione che ritiene più adatti alla propria realtà e capacità, decidendo di dare avvio alla propria attività con la predisposizione di alcune domande significative (Cosa rende speciale e diverso dagli altri questo luogo? Quali sono le cose che hanno maggiore significato per noi? Cosa è importante di questo paesaggio? Che cosa mi mancherebbe se non ci fosse più? Cosa vogliamo farne di questo patrimonio? Cosa e come vogliamo preservare? O migliorare? O trasformare?) da sottoporre alla comunità locale di appartenenza sotto forma di questionario/inchiesta distribuito anche con l’aiuto delle scuole.

Il processo di costruzione della mappa di comunità permetterà a tutti coloro che si saranno avvicinati, anche solo per osservare e ascoltare, di scoprire l'esistenza di alcuni differenti punti di vista da cui guardare un ambiente che veniva considerato familiare e che si riteneva già ampiamente conosciuto.

Data la grande estensione territoriale in cui si opera (Salento e Capitanata) il lavoro è stato organizzato per fasi attuative che sono descritte nei rispettivi Quaderni dell’ecomuseo (diario delle attività, questionari, materiale grafico e fotografico, risultati, proposte, ecc.) con i quali far conoscere agli altri Comuni i percorsi seguiti e le conoscenze acquisite o riscoperte.

I risultati ottenuti dall’elaborazione delle mappe consentiranno di avviare la seconda fase di costruzione pubblica del paesaggio. Questo prevede la individuazione di itinerari di visita degli ecomusei, veri e propri Consigli per l’uso del paesaggio redatte sulla base di approfondimenti dei principali temi individuati nelle mappe.

Si potrà così giungere all’approvazione nei rispettivi Consigli comunali dello Statuto del paesaggio locale quale strumento per la sperimentazione di “buone pratiche” che potranno essere inserite nell’attuazione del nuovo PPTR di Puglia.