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Patto città-campagna

SCENARIO DEL PATTO TRA CITTÀ E CAMPAGNA

Il progetto territoriale regionale del “Patto città campagna” iniziato in sede di piano con il “Patto di coprogettazione” fra PPTR e PSR comporta che si restituisca qualità ambientale e paesaggistica a entrambi i territori: a quello urbano definendone con chiarezza i margini, le funzioni e gli spazi pubblici che caratterizzano storicamente la città, elevandone la qualità edilizia e urbanistica; a quello rurale restituendogli specificità e proprietà di funzioni; superando un processo degenerativo che ha visto nell’urbanizzazione della campagna, la crescita del degrado di entrambi gli ambienti di vita, quello urbano e quello rurale.

Il progetto del Patto città campagna si è fondato nel PPTR su alcuni strumenti progettuali:

- La campagna del ristretto: è una fascia di territorio agricolo intorno alla città che inviluppa con una greenbelt le sue frange periferiche. In essa si prevede la ricostruzione degli antichi “ristretti” (ricollocandoli ai limiti delle attuali periferie) come la riproposizione di un paesaggio agricolo ricco di relazioni con la città come in passato erano trattati i ristretti.

- I parchi agricoli multifunzionali: è la proposta di territori periurbani più vasti del “ristretto” che mostrano una condivisione d’intenti, a volte solo di progetto, a volte invece sociale perché insorge dal basso, per i modi in cui è condivisa dai suoi abitanti. I parchi agricoli sono territori agro-urbani o agro-ambientali che propongono forme di agricoltura di prossimità che alle attività agricole associa le esternalità dell’agricoltura multifunzionale che produce, oltre ad agricoltura di qualità, salvaguardia idrogeologica, qualità del paesaggio, complessità ecologica e chiusura locale dei cicli, fruibilità dello spazio rurale, valorizzazione dell’edilizia rurale diffusa e monumentale, attivazione di sistemi economici locali; il parco agricolo è portatore di nuovi valori ecologici, sociali, culturali e simbolici.

- Il parco CO2: è la proposta di forestazione urbana nelle aree produttive o industriali come aree per la compensazione ambientale. La proposta è quella di coprire con ampie superficie boscate le grandi aree a parcheggio, spazi aperti limitrofi alle aree industriali; realizzare barriere al rumore e alle polveri per proteggere i bordi edificati, contribuire alla produzione energetica da biomassa).

- La campagna urbanizzata: costituisce la proliferazione di funzioni urbane decontestualizzate e disperse negli ultimi decenni nello spazio rurale (villette, capannoni, centri commerciali, ecc) a bassa densità, costitutiva dello sprawl urbano della città diffusa. Il PPTR affronta le forti criticità di questa forma di urbanizzazione proponendo di bloccare l’ulteriore occupazione di suolo agricolo, la rigenerazione dei tessuti per integrarli nel contesto rurale oppure connetterli alla città purché diventino ecocompatibili.

- La campagna abitata; al contrario della campagna urbanizzata si tratta di diffusione di tessuti produttivi e abitativi legati al mantenimento di un rapporto con le attività agricole, mantenendo un forte legame funzionale fra città e campagna (modello fortemente presente ad esempio in Val d’Itria). Per questi territori il PPTR propone il mantenimento delle modalità di costruzione fisica e sociale del legame della comunità residenziale con le attività agro-silvopastorali; la protezione della qualità dell’insediamento agricolo diffuso, dotando di servizi e infrastrutture i borghi, sostenendo gli interventi sull’edilizia rurale e in pietra a secco, favorendo le attività agrituristiche;

- Il parco naturale costiero: nello strisciante processo d urbanizzazione della costa della Puglia è una proposta di uno strumento per fermarlo: un territorio ad alto valore ambientale, un paesaggio di transizione tra la costa e il mare che propone un progetto per la costa con la natura (pinete, zone umide, ecc;) al posto delle case. La presenza di aree ad alta valenza di naturalità sono i paesaggi integrabili con l’ambiente costiero dai cui materiali si muoveranno le strategie per la sua riqualificazione.

- Il parco agroambientale costiero: anch’esso assume l’importante funzione di mantenere varchi aperti e segnare il ritmo paesaggistico delle città costiere. E’ la campagna ad orti (frutteti, oliveti) costieri che si spinge fino alla fascia naturalistica della costa  garantendo  la continuità degli spazi aperti fra campagna e mare. L’intento è quello di valorizzare anche i paesaggi storici delle bonifiche come esemplari di una politica agricola produttiva e protettiva della costa. Un’agricoltura protettiva e agro ambientale, è proposta come alternativa alla cementificazione costiera.