Regione Puglia
Drag
Sit Regione Puglia
Piano Regionale delle Coste
Portale Ambientale Regione Puglia
Arpa Puglia
Portale del Turismo Regionale
Tecnopolis

 

Interpretazione identitaria e statutaria dei paesaggi della Puglia

Un terzo livello di sintesi interpretativa è consistito nell’integrare le rappresentazioni delle descrizioni di sintesi in una interpretazione strutturale e relativa rappresentazione cartografica che si è definita “celebrativa” dei valori patrimoniali, identitari e statutari dei paesaggi della Puglia.

La rappresentazione cartografica si è articolata nei seguenti elaborati :

- la carta identitaria dei paesaggi della Puglia (1/150.000)

- la carta “Laudatio imaginis Apuliae” (1/150.000)

  Scarica documento pdf

 

Queste carte indicano, al di la della descrizione e rappresentazione puntuale che viene sviluppata nell’elaborato 3.3 dell’Atlante del patrimonio e specificata nelle schede di descrizione degli ambiti paesaggistici (elaborato 5), alcuni caratteri che si possono sintetizzare nei seguenti:

- il carattere ideogrammatico della Laudatio (composizione di figure astratte, idealizzate nella loro identità morfotipologica di lunga durata) segna la differenza con la carta identitaria dei paesaggi che, pur assumendo volta volta delle dominanti per ciascuno di essi, ne denota tuttavia la complessità degli elementi componenti sia ambientali che insediativi e infrastrutturali, ricomponendo tutti gli elementi del secondo livello (quadro di sintesi) dell’atlante;

- le due carte, la prima sviluppata con elaborazione informatica, la seconda con tecnica mista (manuale informatica) concretizzano uno dei due elementi fondativi del PPTR della Puglia: lo sforzo di riconoscimento e comunicazione sociale dei valori identitari dei paesaggi in forme di rappresentazione finalizzate alla produzione sociale del piano. I due aspetti, rappresentazione identitaria dei valori e produzione sociale del piano, sono strettamente interrelati nella interpretazione della Convenzione europea del paesaggio. I risultati tecnicamente e artisticamente raggiunti hanno già portato ad un riconoscimento pubblico del carattere fortemente innovativo ed evocativo delle rappresentazioni paesaggistiche in sede di Conferenze d’area;

- la rappresentazione evoca in generale una stratificazione storica di paesaggi fortemente differenziati che distingue i caratteri della “grande Puglia” (insediamento urbano accentrato, forti flussi di persone e merci dominati dal mercato internazionale, alta specializzazione produttiva di grande estensione) dalle altre regioni geografiche (Gargano, Subappennino, Alta Murgia, Valle d’Itria, Salento delle Serre), ognuna caratterizzata da peculiari caratteri fisici, morfologie dei sistemi urbani, paesaggi rurali e regole insediative di lungo periodo.

Questa forte differenziazione, leggibile in entrambe le carte con differenti accentuazioni, è caratterizzata fra l’altro da forti sbalzi dimensionali degli spazi: da dimensioni immense di orizzonti (Capitanata, Murgia) a trame più definite di tipo vallivo (Subappennino), a trame fitte di paesaggi minuti (Val d’Itria),alle grandi estensioni olivette, a trame rurali fortemente connotate dai reticoli urbani (Salento) e cosi via; per cui si può parlare di tessere giustapposte di un mosaico non coerente (insieme di paesaggi difformi per dimensione, morfologia storia, culture, identità, ecc). Questo costituisce sicuramente un carattere peculiare della Regione, che può presentare i suoi aspetti patrimoniali positivi se interpretato come varietà e ricchezza di paesaggi, che possono dar luogo a “stili di sviluppo locale” differenziati e forme di ospitalità che si arricchiscono attraverso le diversità dell’offerta artistica, paesaggistica, enogastronomica e culturale;

- più specificamente la rappresentazione evidenzia una straordinaria ricchezza di forme di costellazioni urbane che significano diverse configurazioni di relazioni funzionali di lunga durata, ma anche diverse rappresentazioni e percezioni paesaggistiche delle stesse da parte degli abitanti. Questi paesaggi delle relazioni fra città, sottolineate storicamente da viali di accesso monumentali, si sono andate perdendo sia per l’abbattimento dei viali (per far posto alla sicurezza automobilistica), sia per il caos percettivo delle città storiche attanagliate dalle le periferie urbane. La restituzione di questa identità è comunque un tema centrale nei progetti del PPTR.

Qualche esempio di costellazioni che qui vengono integrate con gli altri elementi paesaggistici rispetto alla carta delle morfologie territoriali descritte separatamente nelle descrizioni di sintesi: il sistema a ventaglio del subappennino di Lucera, la pentapoli di Foggia, il sistema dei centri corrispondenti del nord barese, il sistema radiale della conca barese, il sistema di corona dell’alta Murgia, il sistema radiale policentrico della Val d’Itria, i sistemi lineari a corda Ionico-adriatici, il sistema a pettine della Murgia salentina, la maglia policentrica del Salento centrale, i pendoli di mezza costa del Salento delle Serre, ecc;

- un sistema costiero di estensione unica per dimensione, qualità di zone ad alto valore ecologico-naturalistico, “collane di perle” urbane e monumenti costieri, complessità e diversificazione paesaggistica dei fronti marini e degli entrotrerra costieri, qualità delle attività agricole rivierasche, delle presenze archeologiche e storiche;

- saperi contestuali espressi nell’organizzazione e nei manufatti del paesaggio agrario.

Se si escludono i paesaggi urbani, i loro spazi pubblici e accessi monumentali, alcuni territori di ville, castelli e sistemi di masserie, in generale il paesaggio aperto delle regioni geografiche pugliesi non nasce con intenti di rappresentazione celebrativa. Si può dire che, a differenza del paesaggio agrario toscano o in parte veneto e, forse, più similmente al paesaggio padano (anche se in forme più povere e esogenamente determinate), il territorio (in particolare della grande Puglia) è qui “terra di lavoro”, dove non si vende l’immagine, ma il prodotto. Il paesaggio, “come esito intenzionale finalizzato alla rappresentazione” esiste come evento non ricercato, è un sottoprodotto casuale, non intenzionale, di saperi e sapienze ambientali e produttive. In Puglia predomina dunque l’immagine del territorio nato dalla trasformazione a fini produttivi della Terra (Salvemini).

Tuttavia saperi contestuali e sapienze nel costruire processi di territorializzazione, anche in condizioni estreme, hanno costruito un paesaggio agrario di grande interesse, leggibile nei sistemi di raccolta e governo delle acque, nelle tecniche delle infrastrutture e dei ricoveri in pietra, nelle tecniche costruttive della pietra a secco, nell’ordito e nelle trame dei coltivi e dei pascoli, che affascinano proprio per essere prodotto di trasformazioni produttive sapienti della terra con culture locali fortemente identificate. Ciò fa si che si riscopra il valore identitario di paesaggi del lavoro umano (Sereni, Gambi, ecc.). rimodellati dalle trasformazioni dell’agricoltura, che nel suo svolgersi ha ‘incorporato’ la morfologia del luogo, il clima, alla vegetazione, i colori, i materiali da costruzione.

La carta dei paesaggi della Puglia

1. Metodologia di realizzazione

La  Carta dei Paesaggi della Puglia rappresenta la sintesi dei caratteri identitari di unità territoriali omogenee e riconoscibili: gli ambiti e le figure territoriali. Il paesaggio di ogni ambito è identificabile sulla base della sua fisionomia caratteristica, che è il risultato “visibile”, la sintesi “percettibile” dell’interazione di tutte le componenti (fisiche, ambientali e antropiche) che lo determinano.

 Questa carta costituisce una interpretazione strutturale dei paesaggi che utilizza in modo combinato le descrizioni di sintesi dell’atlante del patrimonio.

 

 

Attraverso la combinazione e l’arrangiamento spaziale dei caratteri morfologici, litologici, di copertura del suolo e delle strutture insediative, è stato possibile individuare pattern del mosaico territoriale distinguibili da quelli circostanti, in modo che ciascuno di essi potesse essere percepito, identificato e cartografato come un paesaggio a se stante.

In particolare, in maniera induttiva, dall’osservazione del territorio si è passati alla determinazione delle dominanti di ciascun paesaggio e alla selezione delle componenti morfologiche, agro-ambientali o insediative capaci di rappresentarle al meglio. In questo modo è stato possibile identificare paesaggi complessi attraverso un numero relativamente ridotto di elementi, relativi e caratteristici che si sono considerati come  “riassuntivi” della enorme quantità di interazioni che contribuiscono a determinare un paesaggio.

Tra i vari fattori fisionomico-strutturali considerati, la morfologia del territorio, associata alla litologia, è la caratteristica che di solito meglio descrive, alla scala regionale, l’assetto generale dei paesaggi, i cui limiti ricalcano in modo significativo le principali strutture morfologiche desumibili dal modello digitale del terreno (DTM). Nel caso della Puglia però, a causa della sua relativa uniformità orografica, questo è risultato vero soltanto per alcuni ambiti (l’altopiano del Gargano, gli altipiani e ripiani delle Murge e della Terra di Bari, la corona del sub-appennino dauno, ecc…). Nell’individuazione degli altri paesaggi, a causa della prevalenza di altitudini molto modeste, del predominio di forme appiattite o lievemente ondulate e della scarsità di vere e proprie valli, sono risultati determinanti altri fattori di tipo antropico (reti di città, trame agrarie, insediamenti rurali, ecc…) ed è stato necessario seguire delimitazioni meno evidenti e significative.

Premesso ciò, i caratteri necessari e sufficienti a definire e rappresentare univocamente tutti i tipi di paesaggio individuati sono stati: le componenti fisico-morfologiche, la litologia, l’altimetria e le caratteristiche del reticolo idrografico, desunti principalmente dalla Carta Idrogeomorfologica; la copertura del suolo prevalente, desunta dalla Carta dell’Uso del suolo derivata dalla Carta Tecnica Regionale (CTR) e le componenti della  struttura insediativa, desunte dalle Carte delle morfotipologie insediative, territoriali e ruralie dalla Carta della Evoluzione dell’insediamento (strade ed edifici)(sintesi prodotte per il PPTR).

Nella rappresentazione dei paesaggi, ognuno di questi fattori può comparire o essere assente, può presentarsi da solo o in associazione ad altri a seconda del particolare aspetto che si è inteso evidenziare con esso.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di utilizzo operativo delle componenti considerate ai fini della rappresentazione grafica delle peculiarità di ciascun ambito:

- le componenti fisico-morfologiche sono state utilizzate per evidenziare conformazioni fisiche prevalenti nella caratterizzazione di alcune figure territoriali (es. campi di doline dell’Altopiano del Gargano, fronte dei solchi profondi dei canaloni lungo il costone dell’Altopiano di Manfredonia,  sistema a pettine delle lame della Piana degli oliveti secolari);

- l’altimetria è stata utilizzata, in alcuni contesti (costone di Ostuni, costone murgiano, arco tarantino, ecc…),  per evidenziare i salti altimetrici attraverso l’infittimento delle curve di livello;

- la litologia è stata utilizzata per evidenziare, con gli aerali corrispondenti ad una determinata conformazione litologica,  i paesaggi significativamente condizionati da essa (es. le colline sabbiose dell’alto tavoliere, le Serre Salentine ecc.);

- il reticolo idrografico è stato utilizzato per rappresentare i territori in cui l’ idrografia superficiale,  costituita da una ramificazione di aste fluviali o da una successione di bacini lacustri e zone umide, fosse fortemente strutturante o condizionante nei confronti delle tipologie di copertura del suolo e degli ambienti naturali e umani;

- la copertura del suolo prevalente è stata utilizzata nella rappresentazione di ambiti territoriali in cui una particolare coltura o mosaico colturale fosse dominante nella caratterizzazione del paesaggio (es. la matrice di oliveti della Piana degli olivi secolari, il patchwork della Valle d’Itria, ecc…).

- la struttura insediativa è stata utilizzata a più  scale per determinare sia il disegno territoriale delle reti di città corrispondente a ciascun ambito, sia il sistema diffuso dell’insediamento storico minuto, ove caratterizzante (sistema di masserie, sistema delle torri costiere).

Il risultato grafico ottenuto con questa tecnica di rappresentazione è una carta fortemente interpretativa in cui alcuni elementi e caratteri sono volutamente forzati e caricati, mentre altri, ritenuti meno significativi, sono omessi o indeboliti ai fini della chiara individuazione di ambiti e figure territoriali distinte.