| Descrizioni strutturali |
|
Queste descrizioni di “secondo grado” derivano dalla integrazione dei tematismi della sezione precedente e costituiscono un primo livello di orientamento del quadro conoscitivo verso l’interpretazione patrimoniale del territorio e del paesaggio, sia nei suoi elementi di criticità che di valore. Queste rappresentazioni, la cui descrizione metodologica e cartografica si trova nell’Elaborato n. 3.2 dello schema di PPTR : “Descrizioni strutturali di sintesi”, sono le seguenti...
Carta idrogeomorfologica La nuova Carta Idrogeomorfologica della Puglia, elaborata dall’Autorità di Bacino è stata realizzata utilizzando come base di riferimento i dati topografici, il modello digitale del terreno e le ortofoto (relative al periodo 2006-2007) realizzati dalla Regione Puglia nell’ambito del progetto della nuova Carta Tecnica Regionale. L’importanza di questa elaborazione sta da una parte nel dare certezza di rappresentazione georeferenziata a elementi patrimoniali della struttura idrica, idraulica, geomorfologica sottoponibile a precise indicazioni normative (ad esempio nel perimetrare, al fine di garantire il funzionamento idraulico e ecologico della struttura endoreica, le voragini della struttura carsica prevalente nel sud della Puglia e nel dichiarare le lame “corsi d’acqua” di cui occorre garantire la continuità idraulica da monte al mare); dall’altra nell’evidenziare in modo documentato e puntuale i rischi idrogeomorfologici presenti e denunciarne le cause, come premessa per l’azione di piano sia progettuale che normativa. L’equilibrio del bilancio idrico dei bacini idrografici e le condizioni di stabilità del territorio come proposti dalla Carta idrogeomorfologica costituiscono una rilevante invariante strutturale del territorio regionale le cui condizioni di riproducibilità sono la precondizione della sostenibilità ambientale dell’insediamento antropico.
Carta della naturalità
Questa carta, frutto di un lavoro rigoroso di verifica sul campo e di georeferenziazione puntuale dei valori della naturalità e seminaturalità della regione, costituisce la base per la definizione, al di la delle perimetrazioni amministrative dei parchi e aree protette (sovente “mutilate” nei loro confini ambientali da ragioni politico-amministrative) del patrimonio naturalistico connesso alle aree silvopastorali, alle zone umide, i laghi, le saline, le doline, ecc.. Queste aree costituiscono la sede principale della biodiversità residua della regione; e come tali vanno a costituire i gangli principali su cui si poggia il progetto di rete ecologica regionale del PPTR
Carta della valenza ecologica del territorio
In una regione dove l’agricoltura occupa un ruolo territoriale ed economico rilevante, considerarla nella sua valenza ecologica potenziale ha da una parte consentito di puntare i riflettori sui disastri ambientali dell’agricoltura industriale, dall’altra di riconsiderare i potenziali patrimoniali multifunzionali dell’agricoltura tradizionale e dei paesaggi rurali storici, in particolare connessi alle grandi estensioni di uliveti monumentali, di vigneti e frutteti, che possono funzionare in un disegno ambientale regionale come “rete ecologica minore”. Con questa carta si analizza dunque il ruolo “patrimoniale” potenziale di tutto il territorio regionale agrosilvopastorale dal punto di vista ecologico, superando il tradizionale doppio regime fra aree di conservazione naturalistica e aree finalizzate allo sviluppo economico.
La struttura di lunga durata dei processi di territorializzazione
Questa serie di carte testimonia di una ricerca storica originale condotta da Comitato scientifico del PPTR che ha restituito per la prima volta una rappresentazione geografica regionale dei processi di territorializzazione di lunga durata (dal paleolitico all’ottocento), attraverso sezioni storiche significative della maturità di specifiche civilizzazioni, che ha consentito di individuare la struttura profonda dei paesaggi pugliesi: la nascita e lo sviluppo delle città, delle infrastrutture e delle reti di città, dei rapporti città-campagna, delle gerarchie territoriali nei diversi periodi storici, individuando dominanze, persistenze e permanenze significative per la stradefinizione identitaria dei paesaggi contemporanea, per l’individuazione delle grandi invarianti strutturali che li connotano e per la definizione patrimoniale dei suoi caratteri stratificati di beni. La Carta dei beni culturali
Cosi come la carta geologica e la le carte della territorializzazione, la Carta dei beni culturali elaborata dal gruppo di lavoro della quattro Università pugliesi costituisce una forte innovazione nel campo della catalogazione e trattamento dei beni culturali: promuovendo un percorso di unificazione del sistema informativo e di gestione delle varie categorie di beni, nell’estenderne in maniera rilevante la ricognizione, nel proporre una organizzazione a sistema di beni stessi, integrandoli territorialmente a livello di analisi e di fruizione nella interpretazione patrimoniali e nei progetti territoriali per il paesaggio del PPTR.
Carta delle morfotipologie urbane
Con la nuova generazione dei Piani paesaggistici in applicazione del Codice il tema degli insediamenti diviene centrale. Da una parte includendo la città storica (antica e moderna) e la sua perimetrazione nella catalogazione sistemica dei beni culturali in quanto sito, dall’altra attraverso la puntuale definizione morfotipologica dei caratteri dell’urbanizzazione contemporanea, affrontando i temi innovativi per la pianificazione paesaggistica della riqualificazione delle periferie, della città diffusa, dei margini urbani, degli insediamenti produttivi e delle infrastrutture, del rapporto città campagna, con un approccio decisamente progettuale alla costruzione dei nuovi paesaggi per la ricostruzione dell’urbanità.
La Puglia, nonostante l’immagine dominante dei suoi immensi spazi rurali, è anche terra di città, di città d’arte e, ancor più, di reti di città, che costituiscono una pluralità di figure territoriali che strutturano in modo forte le identità locali dei paesaggi storici. La definizione morfotipologica dell’immensa ricchezza patrimoniale di questi reticoli (stellari, lineari, a pettine, fitti, radi, monocentrici, policentrici, ecc) storicamente connotanti i paesaggi delle specifiche e differenziate figure territoriali, ha costituito un elemento rilevante della definizione patrimoniale e identitaria delle invarianti strutturali.
Carta delle morfotipologie rurali
Costituisce la necessaria integrazione delle carte delle morfologie urbane e territoriali, quello che solitamente nelle carte urbanistiche è connotato come vuoto e che nel Piano paesaggistico assume il senso di disegnare fortemente l’immagine identitaria dei paesaggi della Puglia e le sue regole riproduttive. Attraverso una serie di indicatori complessi che denotano i caratteri identitari dei paesaggi rurali (tipologie di colture, trame, emergenze idrogeomorfologiche, peculiarità antropiche) si definiscono e rappresentano con abachi i morfotipi che vengono rappresentati nella composizione del mosaico regionale. Un mosaico straordinariamente ricco e articolato che distanzia stellarmente i pascoli del subappennino e del Gargano, dalle trame seriali della capitanata, ai fitti reticoli della campagna abitata della Val d’Itria, alle grandi trame ulivetate dei sistemi delle masserie; ma che una serie di grandi orizzonti paesaggistici con segni forti connette in un disegno unitario di transizioni e contrasti.
Carta dell'articolazione del territorio urbano-rurale-silvopastorale-naturale
L’obiettivo della carta consiste nel restituire in un’unica visione di insieme i distinti “pesi” dei singoli sistemi che concorrono alla strutturazione del territorio regionale. Attraverso la consultazione dell’elaborato è infatti possibile percepire in modo chiaro e facilmente leggibile le diverse modalità di interrelazione tra il sistema urbano, rurale, silvopastorale e naturale rendendo riconoscibili i diversi pesi dei singoli sistemi.
Carta delle trasformazioni insediative (edificato e infrastrutture)
Questa carta, faticosamente elaborata in assenza di certezze cartografiche temporalmente georeferenziate, ha costituito la base della interpretazione di forti fenomeni di urbanizzazione e di consumo di suolo (sia abusivi che autorizzati) che anche in Puglia, nonostante la vastità e la “riserva” consistente di spazi aperti connessi al rurale ha colpito, anche se in modo selettivo, soprattutto l’immagine identitaria dei reticoli di città, incapsulando in una morsa di conurbazioni indifferenti e omologanti le peculiarità artistiche e specificamente paesaggistiche delle città pugliesi e delle coste; ha inoltre contribuito a deteriorare parti rilevanti del territori agricolo con porzioni rilevanti di “campagna urbanizzata”.
Carta della struttura percettiva e della visibilità
L’aver assunto un approccio dominante di carattere strutturale all’interpretazione dei paesaggi, non ha escluso, anzi ha esaltato una lettura approfondita dei caratteri estetico percettivi denotando punti panoramici, strade, visuali, eccellenze percettive per individuare l’armatura potenziale di una percezione integrata del territorio pugliese; carta che è stata alla base della riconquista fruitiva dei paesaggi dell’intero territorio, attuata attraverso il progetto territoriale per il paesaggio della regione: Il sistema infrastrutturale della mobilità dolce della mobilità dolce.
Carta dei paesaggi costieri della Puglia
I più di ottocento chilometri di costa pugliese hanno condotto il PPTR a dedicare uno specifico progetto alla tutela e valorizzazione de sistema costiero, considerandolo in una profondità sufficiente a realizzare politiche integrate fra costa e interno, agendo sui sistemi urbani, infrastrutturali, agricoli, naturalistici (Progetto territoriale: La valorizzazione integrata dei paesaggi costieri). In questa prospettiva l’analisi patrimoniale del sistema costiero a messo a fuoco le peculiarità di questo patrimonio che, se intaccato da abusivismi e urbanizzazioni legati all’avvio di un ciclo storico recente di turismo balneare, conserva ancora, rispetto alla saturazione e decadimento patrimoniale dei sistemi costieri di altre regioni, un notevole valore di esistenza dal punto di vista naturalistico, paesaggistico, urbano e rurale. |








