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Gli Ambiti di Paesaggio

Gli ambiti di paesaggio rappresentano una articolazione del territorio regionale in coerenza con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (comma 2 art 135 del Codice),

Gli ambiti del PPTR costituiscono sistemi territoriali e paesaggistici individuati alla scala subregionale e caratterizzati da particolari relazioni tra le componenti fisico-ambientali, storico-insediative e culturali che ne connotano l’identità di lunga durata.

 

L’ambito è individuato attraverso una visione sistemica e relazionale in cui prevale la rappresentazione della dominanza dei caratteri che volta a volta ne connota l’identità paesaggistica.

 

La articolazione dell’intero territorio regionale in ambiti in base alle caratteristiche naturali e storiche del territorio regionale richiede che gli ambiti stessi si configurino come ambiti territoriali-paesistici, definiti attraverso un procedimento integrato di composizione e integrazione dei tematismi settoriali (e relative articolazioni territoriali); dunque gli ambiti, si configurano come sistemi complessi che connotano in modo integrato le identità co-evolutive (ambientali e insediative) di lunga durata del territorio.

 

La perimetrazione degli ambiti è dunque frutto di un lungo lavoro di analisi complessa che ha intrecciato caratteri storico-geografici, idrogeomorfologici, ecologici, insediativi, paesaggistici, identitari; individuando per la perimetrazione dell’ambito volta a volta la dominanza di fattori che caratterizzano fortemente l’identità territoriale e paesaggistica.

 

Gli 11 ambiti di paesaggio in cui si è articolata la regione (per la cui descrizione si rimanda all’elaborato 5: Schede degli ambiti paesaggistici) sono stati individuati attraverso la valutazione integrata di una pluralità di fattori:

 

-       la conformazione storica delle regioni geografiche;

 

-       i caratteri dell’assetto idrogeomorfologico;

 

-       i caratteri ambientali ed ecosistemici;

 

-        le tipologie insediative: città, reti di città infrastrutture, strutture agrarie

 

-       l’insieme delle figure territoriali costitutive dei caratteri morfotipologici dei paesaggi;

 

-       l’articolazione delle identità percettive dei paesaggi.

 

Questo lavoro analitico ha sostanzialmente intrecciato due grandi campi: l’analisi morfotipologica e l’analisi storico-strutturale.

 

a) l’analisi morfotipologica, risultato interpretativo sintetico di tutti i tematismi del territorio fisico sopra citati ha portato a una l’individuazione degli ambiti a partire dalla individuazione delle singole figure territoriali-paesaggistiche; in questo modo è stata disegnata la carta dei paesaggi della Puglia che mette insieme tutte le figure territoriali-paesaggistiche individuate; a partire da questa visione di insieme sono stati individuati gli ambiti come aggregazione di unità minime, ovvero di figure territoriali e paesaggistiche;

 

b) questa analisi è si è intrecciata con lo studio e la rappresentazione dei paesaggi storici della Puglia, che confluisce nella definizione delle relazioni fra insediamento umano e ambiente nelle diverse fasi storiche, anche in questo caso individuando regole, permanenze, dominanze.

L’analisi che ha guidato il lavoro di differenziazione delle regioni geografiche storiche pugliesi, ha adottato due livelli di articolazione: un primo livello di carattere soprattutto socio-economico che distingue la Puglia “classica”, caratterizzata storicamente da grandi eventi e dominanze esogeni, da un secondo livello di contesti regionali con una maggiore presenza storica di fattori socioeconomici locali. Il secondo livello articola la Puglia definita “classica” in quadri territoriali minori. Alla Puglia classica o grande Puglia dunque, al cui interno sono ricomprese le sottoregioni (secondo livello) del Tavoliere, della Murgia Alta e Ionica, della piantata olivicola nord barese, della Conca di Bari, della Piantata olivicola sud barese, della piana brindisina, della piana di Lecce, dell’arco ionico di Taranto, si contrappongono con le loro caratteristiche peculiari i contesti del Gargano, del Subappennino Dauno, dell’insediamento sparso della Valle d’Itria e del Salento meridionale (a sua volta differenziato in Tavoliere salentino e Salento delle Serre).

Mentre in questi ultimi ambiti le vicende dell’insediamento e dell’organizzazione sociale e del paesaggio agrario e urbano sembrano rispondere, sebbene con varianti locali, a canoni “normali” ed europei di contiguità e reciprocità sinergica tra spazi dell’abitare e spazi del lavorare, fra città e campagna, la Puglia classica si configura storicamente come luogo in cui questi spazi non coincidono, determinando forme insediative e territoriali peculiari a questa frattura storica.

Sia la definizione delle invarianti regionali che di quelle dei singoli ambiti ha tenuto conto di queste macroarticolazioni e differenziazioni socioeconomiche e territoriali.

Da questo intreccio di caratteri fisico-morfologici, socioeconomici e culturali si è pervenuti, attraverso un confronto delle articolazioni territoriali derivanti dai due metodi analitici, ad una correlazione coerente fra regioni storiche (non precisate nei loro confini, ma nei loro caratteri socioeconomici e funzionali), ambiti di paesaggio e figure territoriali (individuate ai fini del piano in modo geograficamente definito) che è sintetizzata nella tabella seguente:

 

 

 

REGIONI GEOGRAFICHE STORICHE

AMBITI DI PAESAGGIO

FIGURE TERRITORIALI E

PAESAGGISTICHE (UNITA’ MINIME DI PAESAGGIO)

 

Gargano (1° livello)

Gargano

Sistema ad anfiteatro dei laghi di Lesina e Varano

 

L’Altopiano carsico

 

La costa alta del Gargano

 

La Foresta umbra

 

L’Altopiano di Manfredonia

 

Subappennino

(1° livello)

Sub

Appennino Dauno

La bassa valle del Fortore e il sistema dunale

 

La Media valle del Fortore e la diga di Occhito

 

Il Subappennino settentrionale

 

Il Subappennino meridionale

 

Puglia grande (tavoliere 2° liv)

Tavoliere

La piana foggiana della riforma

 

Il mosaico di San Severo

 

Il mosaico di Cerignola

 

Le saline di Margherita di Savoia

Lucera e le serre del subappennino

Le Marane (Ascoli Satriano)

 

Puglia grande (ofanto 2° liv/ BaMiCa)

Ofanto

La bassa Valle dell’Ofanto

 

La media Valle dell’Ofanto

 

La valle del torrente Locone

 

Puglia grande (costa olivicola 2°liv – conca di Bari 2° liv)

Puglia

centrale

La piana olivicola del nord barese

 

La conca di Bari ed il sistema radiale delle lame

 

Il sud-est barese ed il paesaggio del frutteto

 

Puglia grande (Murgia alta 2° liv)

Alta Murgia

L’Altopiano murgiano

 

La Fossa Bradanica

 

La sella di Gioia

 

Valle d’Itria

(1 livello)

Murgia dei trulli

La Valle d’Itria (confine comunale Martina Franca, Locorotondo, Alberobello, Cisternino)

 

La piana degli uliveti secolari

I boschi di fragno della Murgia bassa

 

Puglia grande (arco Jonico 2° liv)

Arco Jonico tarantino

L’anfiteatro e la piana tarantina

 

Il paesaggio delle gravine ioniche

 
 

Puglia grande (La piana brindisina 2° liv.)

La piana brindisina

 

La campagna irrigua della piana brindisina

 

 

 

Puglia grande

Salento (piana di Lecce 2° liv)

 

 

 

 

Tavoliere salentino

La campagna leccese del ristretto e il sistema di ville suburbane

 

Il paesaggio del vigneto d’eccellenza

 

Il paesaggio costiero profondo da S. Cataldo agli Alimini

 

La campagna a mosaico del Salento centra le

 

Nardò e le ville storiche delle Cenate

 

Il paesaggio dunale costiero ionico

 

La Murgia salentina

 

Nardò e le ville storiche delle cenate

 

Salento meridionale 1° liv)

Salento delle Serre

Le serre ioniche

 
 

La costa alta da Otranto a S.M. di Leuca

 

La campagna olivetata delle “pietre” nel Salento sud orientale

 

Il Bosco del Belvedere