Tutti gli strumenti di pianificazione e di progettazione del territorio si basano su una conoscenza accurata, aggiornata e pertinente dei luoghi di cui si occupano. Il Piano Paesaggistico Territoriale regionale della Puglia non fa eccezione a questo principio generale. L’insieme dei materiali descrittivi sui quali i piani e i progetti basano le loro scelte si chiama in genere Quadro Conoscitivo.
Ogni ambito di paesaggio è articolato in figure territoriali e paesaggistiche che rappresentano le unità minime in cui si scompone a livello analitico e progettuale la regione ai fini del PPTR.
L’insieme delle figure territoriali definisce l’identità territoriale e paesaggistica dell’ambito dal punto di vista dell’interpretazione strutturale.
Per “figura territoriale” si intende una entità territoriale riconoscibile per la specificità dei caratteri morfotipologici che persistono nel processo storico di stratificazione di diversi cicli di territorializzazione.
La rappresentazione cartografica di questi caratteri ne interpreta sinteticamente l’identità ambientale, territoriale e paesaggistica.
Di ogni figura territoriale-paesistica individuata vengono descritti e rappresentati i caratteri identitari costituenti (struttura e funzionamento nella lunga durata, invarianti strutturali che rappresentano il patrimonio ambientale, rurale, insediativo, infrastrutturale); il paesaggio della figura territoriale paesistica viene descritto e rappresentato come sintesi degli elementi patrimoniali.
Per la descrizione e interpretazione delle figure territoriali costituenti gli ambiti, anche se l’ultima versione del Codice semplifica la definizione parlando all’art 135 di “caratteristiche paesaggistiche” e all’art. 143 comma 1 i) “di individuazione dei diversi ambiti e dei relativi obiettivi di qualità”, si è preferito utilizzare l’impianto analitico della prima versione che definiva per ogni ambito le tipologie paesaggistiche (le “figure territoriali del PPTR”); la rilevanza che permette di definirne i valori patrimoniali secondo gli indicatori complessi individuati nel documento programmatico; il livello di integrità (e criticità), che permette di definire il grado di conservazione dei caratteri invarianti della figura e le regole per la loro riproduzione.
La descrizione dei caratteri morfotipologici e delle regole costitutive, di manutenzione e trasformazione della figura territoriale definisce le “invarianti strutturali” della stessa.
Gli ambiti di paesaggio rappresentano una articolazione del territorio regionale in coerenza con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (comma 2 art 135 del Codice),
Gli ambiti del PPTR costituiscono sistemi territoriali e paesaggistici individuati alla scala subregionale e caratterizzati da particolari relazioni tra le componenti fisico-ambientali, storico-insediative e culturali che ne connotano l’identità di lunga durata.
L’ambito è individuato attraverso una visione sistemica e relazionale in cui prevale la rappresentazione della dominanza dei caratteri che volta a volta ne connota l’identità paesaggistica.
La articolazione dell’intero territorio regionale in ambiti in base alle caratteristiche naturali e storiche del territorio regionale richiede che gli ambiti stessi si configurino come ambiti territoriali-paesistici, definiti attraverso un procedimento integrato di composizione e integrazione dei tematismi settoriali (e relative articolazioni territoriali); dunque gli ambiti, si configurano come sistemi complessi che connotano in modo integrato le identità co-evolutive (ambientali e insediative) di lunga durata del territorio.
La perimetrazione degli ambiti è dunque frutto di un lungo lavoro di analisi complessa che ha intrecciato caratteri storico-geografici, idrogeomorfologici, ecologici, insediativi, paesaggistici, identitari; individuando per la perimetrazione dell’ambito volta a volta la dominanza di fattori che caratterizzano fortemente l’identità territoriale e paesaggistica.
Gli 11 ambiti di paesaggio in cui si è articolata la regione (per la cui descrizione si rimanda all’elaborato 5: Schede degli ambiti paesaggistici) sono stati individuati attraverso la valutazione integrata di una pluralità di fattori:
-la conformazione storica delle regioni geografiche;
-i caratteri dell’assetto idrogeomorfologico;
-i caratteri ambientali ed ecosistemici;
- le tipologie insediative: città, reti di città infrastrutture, strutture agrarie
-l’insieme delle figure territoriali costitutive dei caratteri morfotipologici dei paesaggi;
-l’articolazione delle identità percettive dei paesaggi.
Questo lavoro analitico ha sostanzialmente intrecciato due grandi campi: l’analisi morfotipologica e l’analisi storico-strutturale.
a) l’analisi morfotipologica, risultato interpretativo sintetico di tutti i tematismi del territorio fisico sopra citati ha portato a una l’individuazione degli ambiti a partire dalla individuazione delle singole figure territoriali-paesaggistiche; in questo modo è stata disegnata la carta dei paesaggi della Puglia che mette insieme tutte le figure territoriali-paesaggistiche individuate; a partire da questa visione di insieme sono stati individuati gli ambiti come aggregazione di unità minime, ovvero di figure territoriali e paesaggistiche;
b) questa analisi è si è intrecciata con lo studio e la rappresentazione dei paesaggi storici della Puglia, che confluisce nella definizione delle relazioni fra insediamento umano e ambiente nelle diverse fasi storiche, anche in questo caso individuando regole, permanenze, dominanze.
L’analisi che ha guidato il lavoro di differenziazione delle regioni geografiche storiche pugliesi, ha adottato due livelli di articolazione: un primo livello di carattere soprattutto socio-economico che distingue la Puglia “classica”, caratterizzata storicamente da grandi eventi e dominanze esogeni, da un secondo livello di contesti regionali con una maggiore presenza storica di fattori socioeconomici locali. Il secondo livello articola la Puglia definita “classica” in quadri territoriali minori. Alla Puglia classica o grande Puglia dunque, al cui interno sono ricomprese le sottoregioni (secondo livello) del Tavoliere, della Murgia Alta e Ionica, della piantata olivicola nord barese, della Conca di Bari, della Piantata olivicola sud barese, della piana brindisina, della piana di Lecce, dell’arco ionico di Taranto, si contrappongono con le loro caratteristiche peculiari i contesti del Gargano, del Subappennino Dauno, dell’insediamento sparso della Valle d’Itria e del Salento meridionale (a sua volta differenziato in Tavoliere salentino e Salento delle Serre).
Mentre in questi ultimi ambiti le vicende dell’insediamento e dell’organizzazione sociale e del paesaggio agrario e urbano sembrano rispondere, sebbene con varianti locali, a canoni “normali” ed europei di contiguità e reciprocità sinergica tra spazi dell’abitare e spazi del lavorare, fra città e campagna, la Puglia classica si configura storicamente come luogo in cui questi spazi non coincidono, determinando forme insediative e territoriali peculiari a questa frattura storica.
Sia la definizione delle invarianti regionali che di quelle dei singoli ambiti ha tenuto conto di queste macroarticolazioni e differenziazioni socioeconomiche e territoriali.
Da questo intreccio di caratteri fisico-morfologici, socioeconomici e culturali si è pervenuti, attraverso un confronto delle articolazioni territoriali derivanti dai due metodi analitici, ad una correlazione coerente fra regioni storiche (non precisate nei loro confini, ma nei loro caratteri socioeconomici e funzionali), ambiti di paesaggio e figure territoriali (individuate ai fini del piano in modo geograficamente definito) che è sintetizzata nella tabella seguente:
REGIONI GEOGRAFICHE STORICHE
AMBITI DI PAESAGGIO
FIGURE TERRITORIALI E
PAESAGGISTICHE (UNITA’ MINIME DI PAESAGGIO)
Gargano (1° livello)
Gargano
Sistema ad anfiteatro dei laghi di Lesina e Varano
L’Altopiano carsico
La costa alta del Gargano
La Foresta umbra
L’Altopiano di Manfredonia
Subappennino
(1° livello)
Sub
Appennino Dauno
La bassa valle del Fortore e il sistema dunale
La Media valle del Fortore e la diga di Occhito
Il Subappennino settentrionale
Il Subappennino meridionale
Puglia grande (tavoliere 2° liv)
Tavoliere
La piana foggiana della riforma
Il mosaico di San Severo
Il mosaico di Cerignola
Le saline di Margherita di Savoia
Lucera e le serre del subappennino
Le Marane (Ascoli Satriano)
Puglia grande (ofanto 2° liv/ BaMiCa)
Ofanto
La bassa Valle dell’Ofanto
La media Valle dell’Ofanto
La valle del torrente Locone
Puglia grande (costa olivicola 2°liv – conca di Bari 2° liv)
Puglia
centrale
La piana olivicola del nord barese
La conca di Bari ed il sistema radiale delle lame
Il sud-est barese ed il paesaggio del frutteto
Puglia grande (Murgia alta 2° liv)
Alta Murgia
L’Altopiano murgiano
La Fossa Bradanica
La sella di Gioia
Valle d’Itria
(1 livello)
Murgia dei trulli
La Valle d’Itria (confine comunale Martina Franca, Locorotondo, Alberobello, Cisternino)
La piana degli uliveti secolari
I boschi di fragno della Murgia bassa
Puglia grande (arco Jonico 2° liv)
Arco Jonico tarantino
L’anfiteatro e la piana tarantina
Il paesaggio delle gravine ioniche
Puglia grande (La piana brindisina 2° liv.)
La piana brindisina
La campagna irrigua della piana brindisina
Puglia grande
Salento (piana di Lecce 2° liv)
Tavoliere salentino
La campagna leccese del ristretto e il sistema di ville suburbane
Il paesaggio del vigneto d’eccellenza
Il paesaggio costiero profondo da S. Cataldo agli Alimini
La campagna a mosaico del Salento centra le
Nardò e le ville storiche delle Cenate
Il paesaggio dunale costiero ionico
La Murgia salentina
Nardò e le ville storiche delle cenate
Salento meridionale 1° liv)
Salento delle Serre
Le serre ioniche
La costa alta da Otranto a S.M. di Leuca
La campagna olivetata delle “pietre” nel Salento sud orientale